Afasia e disturbi cognitivi

Afasia

Il termine “afasia” fa riferimento a un disturbo acquisito del linguaggio conseguente a lesione delle strutture cerebrali implicate nell’elaborazione di aspetti diversi delle capacità linguistiche. L’afasia è definita come una parziale o totale perdita “dei complessi processi di interpretazione e formulazione del linguaggio simbolico a causa di un danno focale cerebrale che interessa un’ampia rete di strutture corticali e sottocorticali dell’emisfero dominante per il linguaggio”, che per la maggior parte degli individui è il sinistro. I deficit afasici possono interessare tutti i livelli della competenza linguistica (fonologico, morfologico, sintattico, semantico-lessicale e pragmatico), sia in produzione che in comprensione, sia nel linguaggio orale che in quello scritto. È stato condotto un ampio dibattito per la definizione di afasia, in special modo sugli aspetti non linguistici. La maggioranza ha ritenuto quella riportata la definizione più adeguata. Le cause più frequenti alla base dell’insorgenza del disturbo afasico sono riferibili a disturbi vascolari cerebrali, traumi cranio-encefalici (comprese le cause traumatiche iatrogene), neoplasie cerebrali.

I disturbi cognitivi

Si tratta di disturbi che insorgono in seguito a lesioni cerebrali di varia natura (per esempio, trauma cranico o ictus). I sintomi variano molto in relazione al tipo di lesione. I deficit cognitivi che si incontrano possono riguardare l’attenzione, la memoria, il linguaggio, il movimento, la percezione e le cosiddette funzioni esecutive. La riabilitazione neuropsicologica verrà utilizzata al fine di potenziare le funzioni cognitive deficitarie.