La funzione alimentare è il risultato di un complesso lavoro di equipe al quale partecipano: un adeguato sviluppo del sistema nervoso centrale e periferico, una corretta crescita delle strutture anatomiche ed un ambiente vivace in grado di fornire un’appropriata fonte di esperienze a cui sottoporre il bambino. La stretta collaborazione esistente tra questi sistemi confeziona un prodotto finale perfetto: la funzione alimentare in cui si intrecciano aspetti neurologici, fisici, psicologici e sociali che vanno sostenuti ed aiutati attraverso l’intervento istintivo ma anche attraverso le competenze dell’adulto. È l’adulto infatti, che deve guidare il processo di apprendimento che si nasconde sotto la funzione alimentare sottoponendo il bambino a delle esperienze che favoriscano l’acquisizione di conoscenze e competenze utili a sviluppare una funzione che non solo è un’esigenza primaria per la sua sopravvivenza ma deve anche essere una fonte di piacere, di soddisfazione, perché si deve poter svolgere in un ambiente sereno e felice.

Durante i primi anni di vita la funzione alimentare è fatta di nuove esperienze che si susseguono una dopo l’altra in modo relativamente veloce. Il piccolo passa dal latte alle pappe nell’arco di soli sei mesi, alla fine dell’anno ha inserito alimenti solido–morbidi che deve gestire con la funzione masticatoria. Un innumerevole quantità di stimoli dovranno essere processati dai 5 sensi per poi essere organizzati al fine di raggiungere step by step la matura funzione alimentare. Per sviluppare queste tappe il bambino deve fare esperienza a livello sensoriale e a livello motorio di molte cose nuove, deve:

  • imparare a conoscere le proprietà degli alimenti: il gusto, la tessitura, la temperatura, la forma, l’odore etc.;
  • imparare a gestirli motoriamente attraverso i movimenti delle labbra, della lingua, delle guance sperimentando l’attività muscolare;
  • sviluppare una maturità digestiva a livello gastrico ed intestinale.

Il bambino quotidianamente si misurerà con delle novità da osservare, da affrontare e da gestire. Ne dovrà fare di strada per arrivare ad essere competente nella funzione alimentare.

(A. Cerchiari “Viaggio nella funzione alimentare” – gricoshop.it/download/guida-Cerchiari-web.pdf)

Nel bambino, i disordini di alimentazione e i disturbi di deglutizione si presentano spesso legati a disabilità multiple, paralisi cerebrale, danno cerebrale traumatico, malattie genetiche, infarto cerebrale, Sindrome di Rett, Sindrome di Down, disordini neuro-muscolari associati, (miastenia gravis e distrofia muscolare di Duchenne), etc. Generalmente si inseriscono in quadri clinici molto complessi: sono il risultato dell’interazione di fattori di origine diversa dipendenti dallo stato di salute, dalla condizione neurologica, dalla situazione anatomica, dallo stato di sviluppo delle funzioni e del comportamento del bambino.