I disturbi specifici del linguaggio interessano la comprensione e la produzione di parole e/o frasi. Può investire uno o più domini linguistici ed è caratterizzato da un’elevata variabilità dei profili linguistici; circa il 99% dei bambini con DSL presenta difficoltà fonologiche e una scarsa consapevolezza metafonologica, che sono determinanti per il processo di alfabetizzazione. Infatti i bambini che all’ingresso della scuola elementare presentano ancora un DSL hanno il 60% di probabilità Difficoltà nell’Apprendimento della lettura e della scrittura (DA), fino ad evolvere in un Disturbo Specifico dell’Apprendimento (DSA).

I bambini con disturbo fonetico-fonologico presentano un ritardo nell’acquisizione e nella maturazione dello schema motorio del fonema e nella produzione della parola sono presenti omissioni, sostituzioni ed inversioni di fonemi. Si parla di disordine fonetico-fonologico quando, accanto al problema articolatorio, è interessata la comprensione dei tratti distintivi dei suoni (discriminazione uditiva) e la struttura fonotattica, ossia l’ordine coerente e sequenzialmente corretto dei fonemi nella parola.

Il disordine fonetico-fonologico si caratterizza per:

  • un linguaggio spontaneo scarsamente comprensibile a causa di una ridotta produzione di suoni con persistenza di processi di semplificazione;
  • una ripetizione di suoni e parole nettamente migliore rispetto alla produzione spontanea;
  • nessuna anomalia nel sistema pneumo-fono-articolatorio;
  • udito normale;
  • nessuna disfunzione neurologica;
  • un livello cognitivo nella norma;

La consapevolezza metafonologica

È una particolare conoscenza metalinguistica che consiste nella “capacità di percepire e riconoscere per via uditiva i fonemi che compongono le parole del linguaggio parlato, operando con gli stessi adeguate trasformazioni” (Bortolini, 1995).

Come precedentemente detto, esiste una correlazione tra lo sviluppo delle abilità metalinguistiche, in particolare della conoscenza metafonologica, e l’apprendimento della lettura.

La competenza metafonologica è considerata il prerequisito necessario all’apprendimento della lingua scritta. Essa viene definita come una particolare conoscenza del linguaggio che consiste nella capacità di percepire e riconoscere i suoni per via uditiva, i suoni che compongono le parole del linguaggio parlato.

A partire dai 4 anni vi sarà capitato di osservare infatti come i bambini cominciano a prestare una maggiore attenzione agli aspetti fonologici (suoni) del linguaggio parlato, dimostrandosi particolarmente sensibili alla cadenza e al ritmo della nostra lingua.
Numerosi studi riportano che sin dalla scuola dell’infanzia è possibile incrementare ulteriormente l’abilità di Consapevolezza Fonologica stimolando la riflessione sulla composizione e scomposizione dei suoni associati alle parole.

Come indica il prefisso “meta” queste abilità, oltre a presupporre il possesso di abilità fonologiche (discriminazione, identificazione, produzione di fonemi e segmenti di fonemi) possedute dal bambino ben prima dell’età scolare, implicano anche capacità di riflessione e manipolazione sul materiale fonologico che ne permette un uso consapevole, per le attività di lettura e scrittura .

Per poter acquisire la corrispondenza tra lettera (grafema) e suono (fonema) è, infatti, importante che il bambino “pensi” alle parole come composte da tanti suoni, che possono essere scomposti e ricomposti, analizzati e manipolati, e riconosca le somiglianze e le differenze fonologiche tra le parole.

Gli studi ci dicono che i bambini che saranno potenziati a partire dalla scuola dell’infanzia con attività e giochi metalinguistici mirati alla riflessione sui suoni della nostra lingua, diventeranno più abili fonologicamente ed impareranno più facilmente a stabilizzare la corrispondenza suono-segno.